LA FISIOTERAPIA PER LA CALCIFICAZIONE ALLA SPALLA

calcificazione alla spalla

LA FISIOTERAPIA PER LA CALCIFICAZIONE ALLA SPALLA

Soffri da tempo di un fastidio alla spalla, e stai avendo una riacutizzazione del dolore? Potrebbe essere un calcificazione alla spalla.

 Leggiamo l’articolo e, rispondendo alle domande di pazienti come te, scopriamo come la Fisioterapia può aiutarti a gestire questo fastidioso problema.

 

Partiamo con un piccolo riassunto dell’argomento.

GENERALITÀ

Con il termine “Calcificazione alla spalla” intendiamo una formazione di depositi di calcio all’interno del tessuto tendineo della cuffia dei rotatori.

La presenza di questi depositi può provocare limitazione dei movimenti e un forte dolore alla spalla.

Non sono ancora ben chiare le cause di questi depositi.

Il disturbo può risolversi in maniera spontanea, in un tempo compreso tra i 3 i 6 mesi.

Tuttavia il trattamento tardivo della sintomatologia potrebbe portare ad una cronicizzazione del dolore.

 

CHE COS’È LA CALCIFICAZIONE ALLA SPALLA?

tendine spalla
Le calcificazioni si localizzano principalmente sul tendine del sovraspinato.

Come abbiamo già detto, la calcificazione alla spalla è una patologia che si caratterizza per la presenza di cristalli di calcio sul tessuto tendineo.

Molto spesso, nel caso della spalla, questi depositi calcifici si depositano sui tendini della cuffia dei rotatori, in particolar modo sul tendine del muscolo sovraspinato.

Questo processo di formazione, raccolta e indurimento può portare ad un’infiammazione del tendine.

Questa Infiammazione porta al gonfiore del tendine che, sfregando contro la calcificazione, porta alla comparsa di dolore molto intenso e limitazione dei movimenti.

 

PERCHÉ SI FORMA LA CALCIFICAZIONE ALLA SPALLA?

Le cause della calcificazione alla spalla non sono ancora note.

Può insorgere a causa dell’invecchiamento e dell’usura del tessuto tendineo che, ad un certo punto, inizia a calcificarsi. Si parlerà allora di calcificazione degenerativa.

Un’altra spiegazione è che i tendini inizino a produrre calcio per colpa di una metaplasia fibrocartilaginea. In questo caso si parlerà di tendinopatia calcifica.

Secondo alcuni studi, la calcificazione alla spalla, parrebbe coinvolgere circa il 10,3% della popolazione generale

Pur non conoscendo le cause, sono stati individuati dei fattori di rischio.

Questi possono essere:

  • fattori interni, come il sesso femminile (le donne sono a rischio 2 volte più degli uomini), l’età (tra i 30 e i 60 anni), essere affetti da diabete o ptologie tiroidee.

  • Fattori esterni,  come attività lavorative con movimenti ripetuti (catena di montaggio, cassieri, lavoratori al pc), attività sportive che richiedono un eccessivo sforzo della spalla.

CHE SINTOMI PUÒ DARE UNA CALCIFICAZIONE ALLA SPALLA?

calcificazione alla spalla dolore
Tipica sede del dolore da calcificazione alla spalla.

La presentazione di questa patologia può manifestarsi in maniera più o meno severa, a seconda della fase (formazione, raccolta o indurimento). Il sintomo più importante è, nella fase acuta, un dolore insopportabile nella zona antero-laterale della spalla, che potrebbe durare dalle 3 settimane ai 6 mesi. Molto spesso questo dolore si acuisce quando si cerca di sollevare il braccio, portando ad una grave limitazione funzionale dell’arto e, soprattutto, della vita e della quotidianità della persona.

Il dolore da calcificazione diventa più intenso durante la notte e non si irradia mai oltre il gomito. Può simulare il dolore causato da una lesione della cuffia dei rotatori.

Proprio per questo una corretta valutazione dal Medico o da Fisioterapista specializzato, è il primo importante passo per decidere quale terapia sia la più indicata per il suo trattamento.

 

COME FACCIO A SAPERE SE HO DAVVERO UNA CALCIFICAZIONE ALLA SPALLA?

radiografia spalla
Immagine radiografica di una calcificazione.

Proprio per la sua capacità di sovrapporsi ad altri quadri clinici e per il forte dolore che si manifesta, la diagnosi di calcificazione alla spalla non è così facile.

L’utilizzo della radiografia e della risonanza magnetica nella diagnosi della calcificazione alla spalla è un argomento dibattuto.

Si è infatti visto che la presenza di calcificazioni tendinee è riscontrabile anche in soggetti asintomatici, non giustificando quindi il loro utilizzo come strumento di diagnosi principale.

L’uso dell’ecografia, meno costoso e meno impegnativo, si è dimostrato un valido strumento, con un’accuratezza quasi pari alla risonanza.

Inoltre, tramite l’ecografia è possibile svolgere un esame dinamico per differenziare l’eventuale compresenza di infiammazioni tendinee.

L’utilizzo di test ortopedici speciali, in questo caso, non ci è di grande aiuto.

Infatti il paziente presenta spesso un dolore acuto che rende impossibile l’esecuzione di tali test, vista l’alta reattivtà.

Ne consegue che un ruolo fondamentale all’interno della valutazione lo abbia l’anamnesi. La storia della sintomatologia, il comportamento dei sintomi e la presenza di attività predisponenti sono importanti informazioni che vengono raccolte dal Fisioterapista durante la valutazione.

 

Ed ora la domanda più importante:

 

PUÒ AIUTARMI LA FISIOTERAPIA?

terapia manuale scapola
Tecnica di mobilizzazione scapolare.

Sicuramente il trattamento conservativo è la scelta principale per la calcificazione alla spalla.

 

Quando siamo in fase acuta, ovvero con forte dolore e incapacità di muovere il braccio, il trattamento include la somministrazione di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) o infiltrazione cortisonica sub-acromiale. Entrambe dovrebbero essere sempre affiancate dalla Fisioterapia, per esempio con tecniche manuali Maitland di grado 1 e 2 per alleviare il dolore e gli spasmi muscolari e mantenere l’elasticità della capsula articolare. Come sempre, una parte importante sarà l’educazione del paziente, tramite una spiegazione dettagliata ed esaustiva del suo problema.

In questo modo, fin da subito, potrà egli stesso prendersi cura della propria spalla.

 

Nelle fasi acute più intense e resistenti, si può ricorrere al lavaggio in artrocentesi sotto anestesie locale.

 

In fase sub-acuta, il trattamento progredirà con tecniche sempre più specifiche e orientate al recupero della totale mobilità. Tecniche Maitland di grado 3 e 4, esercizi di mobilizzazione e stretching, rinforzo selettivo dei muscoli scapolari e della cuffia dei rotatori, correzione di eventuali compensi posturali causati dall’assunzione di posture antalgiche.

 

Nella fase finale si porrà sempre più attenzione al recupero completo della forza, della mobilità completa, della capacità di eseguire movimenti complessi e sport-specifici.

esercizio globale
Esercizi sempre più globali e specifici per il recupero della forza della spalla.

Nei casi in cui il trattamento conservativo fallisca, non è da escludere il ricorso al trattamento chirurgico artroscopico al fine di eliminare totalmente la calcificazione.

Autori

toccacieli fisioterapista fermignano urbino

 

Dott. Enrico Toccacieli, Fisioterapista

Laurea in Fisioterapia presso l’Università di Bologna.

Certificate of Competence in Advanced Neuromusculoskeletal Phyisiotherapy, Maitland® Concept.

Formazione biennale in Terapia Manuale Osteopatica.

Master ISICO per il trattamento delle scoliosi in età giovanile

Condividi questo post


Risolvi il tuo problema
Scrivimi su WhatsApp